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	<title>Antonella Cucinelli</title>
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	<description>Corsi di lingue, assistenza linguistica e traduzioni</description>
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		<title>Il rospo con lo scudo</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 08:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora due parole sui Komposita nella lingua tedesca&#8230; A sostegno della non-complessità della lingua tedesca mi capita spesso di parlare delle parole composte, cioè di quelle parole che risultano dall&#8217;unione di più termini e che, nella lingua in questione, non sempre sono impronunciabili e interminabili&#8230; La traduzione italiana è solo apparentemente più semplice! La composizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ancora due parole sui <em>Komposita </em>nella lingua tedesca&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify">A sostegno della non-complessità della lingua tedesca mi capita spesso di parlare delle parole composte, cioè di quelle parole che risultano dall&#8217;unione di più termini e che, nella lingua in questione, non sempre sono impronunciabili e interminabili&#8230; La traduzione italiana è solo apparentemente più semplice!</p>
<p style="text-align: justify">La composizione avviene tra tre o, ancora più frequentemente, tra due termini: tra due sostantivi, tra un sostantivo e un verbo, tra una preposizione e un sostantivo&#8230; Il fatto che non tutti i composti si trovino sul dizionario è anche indice della possibilità di crearli all&#8217;infinito, cosa che con un po&#8217; di coraggio anche gli studenti principianti possono cimentarsi a fare!</p>
<p style="text-align: justify">Vediamo tre esempi:</p>
<p style="text-align: justify">Il primo:</p>
<p style="text-align: justify"><em>Wein:</em> vino</p>
<p style="text-align: justify"><em>Glas:</em> bicchiere</p>
<p style="text-align: justify"><em>Weinglas:</em> bicchiere da vino</p>
<p style="text-align: justify">(<em>tedesco: 8 lettere</em> &#8211;  italiano: 15 lettere, 3 parole &#8211; e se vogliamo, anche 2 spazi!)</p>
<p style="text-align: justify">Il secondo:</p>
<p style="text-align: justify"><em>Freiheit</em><em>:</em> libertà</p>
<p style="text-align: justify"><em>Meinung:</em> opinione</p>
<p style="text-align: justify"><em>Meinungsfreiheit:</em> libertà di opinione</p>
<p style="text-align: justify">Piccolo appunto sulla pronuncia sia di <em>Weinglas</em> che di <em>Meinungsfreiheit</em>: entrambi contengono il famoso dittongo -EI- che si legge /ai/ . Dico famoso perché i numeri in tedesco fino al 3 li conosciamo quasi tutti e ne sapremmo riconoscere la trascrizione in lettere (<strong>ei</strong>ns, zw<strong>ei</strong>, dr<strong>ei,</strong> appunto). Ora, superato il superabilissimo e unico ostacolo rappresentato dal dittongo -EI- (/ai/), si può leggere il resto come se si stesse leggendo una parola in italiano (non in inglese!), e vi assicuro che senza nessun ritocco la vostra pronuncia sarà quasi perfetta!</p>
<p style="text-align: justify">Terzo esempio, un composto formato da 3 parole:</p>
<p style="text-align: justify"><em>Erdbeere:</em> fragola +</p>
<p style="text-align: justify"><em>Eis:</em> gelato +</p>
<p style="text-align: justify"><em>Becher:</em> bicchiere, coppa</p>
<p style="text-align: justify">=</p>
<p style="text-align: justify"><em>Erdbeereisbecher (16 lettere, un sostantivo):</em> coppa di gelato alla fragola (24 lettere, tre sostantivi, una preposizione semplice, una preposizione articolata)</p>
<p style="text-align: justify">Fermate ora un tedesco per strada e provate a spiegargli come si legge &#8220;bicchiere&#8221;, o perché la g di &#8220;fragola&#8221; è diversa dalla g di &#8220;gelato&#8221; e perché per una cosa così semplice e buona come un <em>Erdbeereisbecher</em> mi servono tre sostantivi, una preposizione semplice e una preposizione articolata.</p>
<p style="text-align: justify">Ci sono poi composti tedeschi meno immediati nella loro &#8220;decifrazione&#8221; ma che ritengo particolarmente affascinanti. Uno per tutti, tra i miei preferiti, è <em>Sanduhr</em>. Significa &#8220;clessidra&#8221; ed è composto dal sostantivo <em>Sand</em> (sabbia) e da <em>Uhr</em> (orologio). Io che sono una &#8220;animista della parola&#8221; e ritengo che tutte le parole abbiano un&#8217;anima, trovo che questa parola, nella sua semplicità, abbia un&#8217;anima particolarmente bella.</p>
<p style="text-align: justify">E per concludere, un esempio tra altri ancora meno immediati ma che trovo molto simpatici: <em>Schildkröte</em> , ovvero &#8220;tartaruga&#8221;, formato dai sostantivi &#8220;scudo&#8221; e &#8220;rospo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">In tedesco una tartaruga è infatti un rospo con lo scudo.</p>
<p style="text-align: justify">Per anni l&#8217;immagine del rospo con l&#8217;armatura mi ha fatto sorridere e a volte dire &#8220;mah!? Solo loro&#8230;&#8221;, ma di recente ho scoperto che nel dialetto di Massa la tartaruga si chiama &#8220;bodda cocciana&#8221; che significa rospo col coccio… un altro rospo! E chissà quanti altri rospi in altre lingue o dialetti.</p>
<p style="text-align: justify">Al di là di questo esempio colorito, le parole composte non sono certo estranee alla lingua italiana. Basti pensare a &#8220;crocevia&#8221;, &#8220;portacenere&#8221; o &#8220;sottopassaggio&#8221;…e tantissime altre. La logica di composizione è identica. La differenza è che in tedesco si incontrano più frequentemente!</p>
<p style="text-align: justify">Non vorrei ridurre il tutto a una competizione sul numero di lettere dei sostantivi o sulla frequenza con cui si ritrovano i composti in una lingua o nell&#8217;altra… Il mio è solo un invito alla riflessione da parte di chi non direbbe mai che il tedesco è la lingua più semplice con la quale si sia confrontata, ma che vuole almeno contribuire a far sì che dalla lingua tedesca si rimuova una volta per tutte l&#8217;etichetta di &#8220;lingua impossibile&#8221;.</p>
<p style="text-align: left">Ah. Diffidate della parola <em>Donaugrossschifffahrtswegdampfschifffahrtgesellschaftskapitänsuniformknopf.</em></p>
<p style="text-align: left"><em><br />
</em></p>
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		<title>Lingua tedesca: una lingua complessa?</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 09:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Deutsche Sprache, schwere Sprache… Lo studio del tedesco continua a spaventare. E così, pur essendo una delle lingue straniere più richieste sul mercato del lavoro italiano, rimane una delle più scartate. In cima alla lista delle motivazioni si trova la sua reputazione di lingua &#8220;difficile&#8221;, non da ultimo per il fatto di essere costantemente paragonata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Deutsche Sprache, schwere Sprache…</p>
<p style="text-align: justify">Lo studio del tedesco continua a spaventare. E così, pur essendo una delle lingue straniere più richieste sul mercato del lavoro italiano, rimane una delle più scartate. In cima alla lista delle motivazioni si trova la sua reputazione di lingua &#8220;difficile&#8221;, non da ultimo per il fatto di essere costantemente paragonata alla cugina lingua latina. Benché personalmente trovi il paragone tutt&#8217;altro che offensivo, non posso di certo sostenerlo. Tempo fa, tuttavia, qualcuno deve avere sparso questa voce. Forse addirittura un antico professore,  magari con l&#8217;intento di rivendicare il sudore versato durante la preparazione degli esami universitari. Chissà. Indubbiamente vi aveva aggiunto qualche dettaglio intelligente come l&#8217;accenno ai casi o… non saprei. Di fatto, nell&#8217;inconscio collettivo di tanti studenti e poi dei loro figli e dei figli dei loro amici è rimasto incollato qualcosa come &#8220;se non conosci il latino, scordati di imparare il tedesco&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">È innegabile che per avvicinarsi allo studio del tedesco delle solide basi grammaticali non guastano per niente, ma direi che questo vale per l&#8217;apprendimento di qualsiasi lingua, se l&#8217;obiettivo è quello di impararla bene. Eppure… quanti studenti davanti alla possibilità di scegliere tra tedesco e spagnolo, ad esempio, senza nemmeno pensarci un attimo, optano per la seconda? E quanti genitori supportano i figli in questa scelta? Senza rendersi conto del fatto che la conoscenza del tedesco sul curriculum può rappresentare una carta vincente da giocare poi nel mondo del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify">Il tedesco è una lingua &#8220;rigorosa&#8221;, con tante regole, sì, ma anche poche eccezioni. È logica e si basa su principi precisi già a partire dalla pronuncia. Io apro i miei corsi di lingua tedesca trattando proprio questo aspetto e consegnando ai miei studenti le chiavi per poter pronunciare da soli tutte (o quasi) le parole tedesche. Un giardino paradisiaco per chi si sia già confrontato per bene con la giungla contorta della pronuncia inglese. Difficile però da trasmettere a chi è convinto che la lingua tedesca sia composta solo da parole lunghe e impronunciabili.</p>
<p style="text-align: justify">Il Novecento tedesco, poi, con la sua storia burrascosa e nota a tutti &#8211; per l&#8217;eternità e a tutte le creature dell&#8217;universo &#8211; non ha certo contribuito ad addolcire la reputazione di questa lingua. Ha invece avuto effetti propagandistici decisamente controproducenti sull&#8217;immagine che il resto del mondo appunto si è fatto di lei, dei suoi suoni, nonché dei suoi usi.</p>
<p style="text-align: justify">I casi e i loro rigidi principi teutonici, la pronuncia, e poi le parole così lunghe… No, grazie!</p>
<p style="text-align: justify">Comincerei col fare presente che in italiano esistono sostantivi come &#8220;esofagodermatodigiunoplastica&#8221; (29 lettere), &#8220;aerotermoviscoelasticità&#8221; (24 lettere) e anche &#8211; forse di uso un po&#8217; più comune &#8211; avverbi come &#8220;precipitevolmente&#8221; o &#8220;contemporaneamente&#8221; (18 lettere).  E proseguirei col dire che in tedesco esistono anche sostantivi come &#8220;Ei&#8221; (= uovo, 2 lettere, sì). Preciserei poi che le &#8220;parole lunghe&#8221; non sono realmente parole lunghe, bensì il risultato dell&#8217;unione di più parole, messe l&#8217;una accanto all&#8217;altra (una pratica peraltro non estranea alla lingua italiana). Si tratta di parole composte secondo una logica che racchiude in realtà un grande potenziale creativo. Quelle creazioni chiamate <a title="Il rospo con lo scudo" href="http://www.freely.de/it/il-rospo-con-lo-scudo.html"><em>Komposita</em> </a>a volte spaventano chi legge ma non sono che l&#8217;accostamento di termini per i quali in italiano spesso è necessario ricorrere a intere perifrasi o comunque a più parole. Oltretutto, quei composti interminabili, 4 o 5 parole (e perché no, anche 6?), davanti ai quali il lettore resta impietrito, sono o un falso o una rarità. Possibili sì &#8211; come il noto &#8220;Hottentottenstottertrottelmutterattentäter&#8221; &#8211; ma non ho mai sentito di un tedesco che ne faccia uso. Certo, questi composti esistono, sono componibili, diciamo…un po&#8217; come è data a tutti la possibilità, nel tempo libero, di costruire un&#8217;interminabile torre con i mattoncini del Lego.</p>
<p style="text-align: justify">Partendo dal presupposto che non esistono lingue facili e lingue difficili (io considero la lingua inglese, ad esempio, la più semplice da parlare… in modo scorretto), la logica dei composti e le regole di pronuncia del tedesco sono solo alcuni tra gli argomenti che tratto nelle mie prime lezioni con gli studenti dei corsi base, presentando loro i lati semplici (e poco conosciuti) di questa lingua. Lo faccio a sostegno della lingua tedesca stessa, che amo e alla quale sono molto legata sia per motivi professionali che personali; a sostegno degli studenti che hanno scelto o che si sono ritrovati loro malgrado a confrontarsi con questa lingua (leggi: limite massimo per altre lingue già raggiunto); e a sostegno di quei colleghi che diversamente da me hanno scelto di entrare nel labirintico mondo della scuola lavorando con i ragazzi e che, pur essendo specializzati in lingua tedesca, si trovano talvolta costretti a insegnare la loro seconda lingua. E questo perché il tedesco, già presente in pochissime scuole in passato, si trova ora sempre più minacciato da altre lingue più &#8220;semplici&#8221; (o più &#8220;di moda&#8221;). E magari, nella scuola in cui quegli stessi colleghi, dopo qualche supplenza &#8220;singhiozzata&#8221;, sono riusciti ad inserirsi almeno per qualche mese, ne è già stata prevista la cancellazione.</p>
<p style="text-align: justify">Senza mai smettere di incoraggiare allo studio del tedesco soprattutto i giovanissimi, dedico questo articolo ai miei studenti adulti che mi seguono e sostengono &#8211; anche se, a proposito di semplicità, non sempre si lasciano convincere…</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
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		<title>Dizionari multilingue online: quali usare?</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 08:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dizionari appunto, non traduttori automatici! Google è oggi il motore di ricerca per eccellenza ed è in grado di fare molto, molto più di una mente umana. Lo stesso non si può dire di quanto il re della giungla del web propone nelle sue vesti di traduttore (fortunatamente, per i veri traduttori!). Google sa tradurre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dizionari appunto, non traduttori automatici! Google è oggi il motore di ricerca per eccellenza ed è in grado di fare molto, molto più di una mente umana. Lo stesso non si può dire di quanto il re della giungla del web propone nelle sue vesti di traduttore (fortunatamente, per i <em>veri</em> traduttori!). Google sa tradurre tutto, in tantissime lingue, ma come? È sempre di aiuto per traduzioni approssimative ma non di certo per traduzioni corrette, in particolare quando gli si assegna il compito di tradurre intere frasi.</p>
<p style="text-align: justify;">Serviamoci allora del web per consultare i sani dizionari tradizionali! Quasi tutti i vecchi dizionari ormai, per seguire le migrazioni degli utenti, si sono trasferiti in massa online. Si trovano in una quantità infinita, a volte sono essi stessi generati automaticamente, e quindi tutt&#8217;altro che validi. Ma non tutti sono da scartare, anzi. Qui di seguito segnalo quelli che io consulto più spesso:</p>
<p style="text-align: justify;">per la combinazione linguistica INGLESE/ITALIANO utilizzo sempre <a title="WordReference IT-EN" href="http://www.wordreference.com/it/">WordReference</a>. È il primo che consulto perché molto attendibile. È poi continuamente aggiornato da madrelingua o comunque da persone competenti che, attraverso un forum molto attivo, rispondono prontamente anche ad eventuali segnalazioni di errore.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la combinazione TEDESCO/ITALIANO consiglio invece l&#8217;ottimo <a title="Leo IT-DE" href="http://dict.leo.org/itde?lp=itde&amp;search=">Leo</a> che ha un solo piccolo inconveniente: segnala il genere dei sostantivi tedeschi ma non il plurale. Stesso inconveniente del comunque ottimo dizionario <a title="Pons IT-DE" href="http://de.pons.eu/">Pons</a>.  Ecco perché consiglio di integrare le ricerche con il <a title="Diz Corriere DE-IT" href="http://dizionari.corriere.it/dizionario_tedesco/">dizionario del Corriere</a> che, basandosi sul Sansoni (per tradizione un ottimo dizionario DE-IT), è un utilissimo strumento per la traduzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Corriere online dà spazio anche a dizionari di <a title="Diz Corriere multilingue" href="http://dizionari.corriere.it/">francese, di spagnolo e al monolingue di italiano</a>, così come fa il sito di <a title="Diz Hoepli multilingue" href="http://dizionari.hoepli.it/Default.aspx">Hoepli </a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso li consulto tutti, uno dopo l&#8217;altro, per poi confrontare le diverse proposte.</p>
<p style="text-align: justify;">Per termini molto specifici o per traduzioni tecniche in genere, consiglio rigorosamente lo <a title="IATE multilingue" href="http://iate.europa.eu/iatediff/SearchByQueryLoad.do?method=load">IATE</a>, l&#8217;InterActive Terminology for Europe, la banca dati terminologica multilingue dell&#8217;Unione Europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Per lo stesso tipo di ricerche potete consultare i glossari del sito proz.com, un portale che si nutre del contributo di traduttori professionisti che, quotidianamente e a fiumi, propongono la traduzione di lemmi o intere frasi per andare incontro ai colleghi con la traduzione di neologismi o termini tecnici molto specifici. Infatti può capitare che anche lo IATE proponga traduzioni poco convincenti o si rifiuti addirittura di tradurre alcuni termini. Ma questo perché le lingue sono come organismi viventi in continua evoluzione: ogni giorno danno vita a nuovi termini che, prima o poi, migreranno in altri paesi in cerca di traduzione. Utilizzando il portale <a title="Proz KudoZ" href="http://www.proz.com/search/?sp=ksearch&amp;submit=1&amp;term=&amp;exact_match=&amp;from=&amp;to=&amp;pair=&amp;disc_spec_id=&amp;level=&amp;bidirectional=&amp;language_depth=1&amp;whole_words=y&amp;float=&amp;all_encodings=&amp;edited=&amp;unedited=&amp;glossaries=&amp;glosspost=&amp;language_depth=0&amp;submit=0">proz.com</a>, che offre traduzioni nelle più svariate combinazioni linguistiche, potrebbe capitarvi di incappare in qualche mio personale contributo sotto il nome utente Freely-Lella!</p>
<p style="text-align: justify;">Se qualcuno avesse qualche dizionario da consigliare per altre combinazioni linguistiche (o anche per inglese e tedesco) è invitatissimo a farlo sulla <a href="http://www.facebook.com/freely.de">mia pagina facebook</a>!</p>
<p style="text-align: justify;">…Che bello però ogni tanto sfogliare le pagine di carta di un caro vecchio dizionario!</p>
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		<title>Lingua e  lingue: citazioni</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 16:23:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Wer fremde Sprachen nicht kennt, weiß nichts von seiner eigenen. Chi non conosce le lingue straniere non sa nulla della propria. Johann Wolfgang Goethe (1749-1832) &#160; Die Grenzen meiner Sprache bedeuten die Grenzen meiner Welt. I confini del mio linguaggio sono i confini del mio mondo. Ludwig Wittgenstein (1889–1951) &#160; Das Wort macht den Menschen [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080">Wer fremde Sprachen nicht kennt, weiß nichts von seiner eigenen.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Chi non conosce le lingue straniere non sa nulla della propria.</span></p>
<p style="text-align: right"><em>Johann Wolfgang Goethe (1749-1832)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #808080">Die Grenzen meiner Sprache bedeuten die Grenzen meiner Welt.</span></p>
<p><span style="color: #000000">I confini del mio linguaggio sono i confini del mio mondo.</span></p>
<p style="text-align: right"><em>Ludwig Wittgenstein (1889–1951)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #808080">Das Wort macht den Menschen frei. Wer sich nicht äußern kann, ist ein Sklave.</span></p>
<p><span style="color: #000000">La parola rende l&#8217;uomo libero. Chi non si sa esprimere è uno schiavo.</span></p>
<p style="text-align: right"><em>Ludwig Feuerbach (1804–1872)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #808080">Du hast so viele Leben, wie du Sprachen sprichst.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Quante lingue parli, tante persone vali.</span></p>
<p style="text-align: right"><em>tschechisches Sprichwort &#8211; proverbio ceco</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #808080">Mit jeder neu gelernten Sprache erwirbst du eine neue Seele.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Impara una nuova lingua e avrai una nuova anima.</span></p>
<p style="text-align: right"><em>tschechisches Sprichwort &#8211; proverbio ceco</em></p>
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		</item>
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		<title>Traduzione e poesia: tra lingue e dialetti</title>
		<link>http://www.freely.de/it/traduzione-e-poesia-tra-lingue-e-dialetti.html</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 11:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;autunno scorso mi ha vista partecipe di un nuovo progetto editoriale. Nuovo anche perché diverso dai precedenti progetti, ovvero dalle collaborazioni alla traduzione del saggio di Tina Brown, Lady Diana Chronicles, e ai manuali tecnici editi da Hoepli. In quel caso si trattava da un lato di traduzioni parziali, dall&#8217;altro di lavori che, per contenuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">L&#8217;autunno scorso mi ha vista partecipe di un nuovo <a href="http://www.freely.de/it/collaborazioni-per-leditoria">progetto editoriale</a>. Nuovo anche perché diverso dai precedenti progetti, ovvero dalle collaborazioni alla traduzione del saggio di Tina Brown, <em>Lady Diana Chronicles</em>, e ai manuali tecnici editi da Hoepli. In quel caso si trattava da un lato di traduzioni parziali, dall&#8217;altro di lavori che, per contenuti e linguaggio, rientravano nella mia esperienza professionale quotidiana.</p>
<p style="text-align: justify"><a title="alt=" href="http://www.tropeaedintorni.it/NuPaisiAquilinoTropea.html"><img style="float: right;border: 0;margin: 3px 0 9px 11px" src="http://www.freely.de/it/files/2011/03/aquilinolibro1.jpg" alt="'‘Nu paisi, Francesco Aquilino" width="220" height="313" /></a>Nel mese di settembre, appunto, vengo contattata da Francesco Aquilino, insegnante di lettere e poeta dialettale calabrese, con l&#8217;invito a partecipare, come traduttrice e poi curatrice, al progetto di traduzione in inglese e in tedesco di circa venti componimenti selezionati dalla raccolta <em>&#8216;Nu paisi. Poesie calabresi nel dialetto di Tropea. </em>Si trattava di traduzioni destinate ad essere inserite in un&#8217;appendice della stessa opera che raccoglie altre versioni liriche in dialetto lombardo, tedesco, inglese, francese e spagnolo, oltre a quelle a me direttamente affidate, ampliata peraltro da un apposito glossario intitolato, con l&#8217;ironia che distingue l&#8217;autore, &#8220;Calepinus seu lexicon septem linguarum. Capiscitàriu&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Lusingata e sorpresa in un primo momento, mi scopro poi anche un po&#8217; intimorita, presa da quella forma di timore che accompagna il nuovo e che in questo caso mi appariva grande: traduzione di poesia innanzitutto, dei versi del &#8220;cantore di Tropea&#8221; e, inoltre, non nella mia lingua madre. Del resto, la traduzione di per sé non è mai semplice trasposizione del testo sorgente. Il dizionario e le proprie competenze linguistiche, per quanto si creda, sono solo il primo passo di un lungo percorso: il lavoro vero e proprio comincia solo una volta richiuso il dizionario. E, se l&#8217;obiettivo è una traduzione di qualità, questa verità riguarda tutti i campi della traduzione. Ecco finalmente per me, grazie a un autore genuino e scabro come la sua terra, l&#8217;opportunità di percorrere questa nuova strada nel campo della traduzione letteraria.</p>
<p style="text-align: justify">Il manoscritto dell&#8217;opera, in occasione dell&#8217;assegnazione del premio nazionale &#8220;Lago Gerundo&#8221;, avvenuta il 18 marzo 2006, è definito da Paolo Lagazzi &#8220;una singolare rappresentazione scenica della vita umana&#8221;. Come indica l&#8217;autore stesso, l&#8217;opera affronta infatti, oltre alle tematiche più tradizionali come l&#8217;amore, il passare del tempo o la nostalgia del luogo natio, quelle dettate dalla realtà contingente, come la condizione femminile, l&#8217;emarginazione, l&#8217;incomunicabilità, &#8220;con qualche sconfinamento nel mondo dell&#8217;apologo e della favola, dell&#8217;epigramma e del nonsense&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Ma come rendere in tedesco e in inglese i versi di queste poesie caratterizzate da un ritmo che evoca antiche cadenze, costellate di detti popolari elegantemente inseriti nelle più diverse composizioni di quest&#8217;opera davvero singolare? Come far fronte agli svantaggi connaturati al passaggio da una lingua all&#8217;altra? Svantaggi sicuramente compensati dalla possibilità di lavorare anche a stretto contatto con l&#8217;autore, di potermi confrontare con lui, ottenere conferme o pareri critici, un&#8217;ulteriore nuova opportunità per me. E poi lo stimolo fornito dalle esigenze stesse dell&#8217;autore che ha concesso ed esplicitamente richiesto a noi traduttori di staccarci dal testo di partenza, facendoci sentire liberi di poterlo fare, incoraggiandoci a realizzare quello che a noi inizialmente sembrava quasi un insulto al testo originario, che, non da ultimo e benché affiancato da una traduzione italiana, è nel coloritissimo dialetto di Tropea. Come scrive l&#8217;autore stesso nella premessa alla raccolta: &#8220;L&#8217;obiettivo è stato quello di ricreare delle nuove liriche partendo dal testo originario e non quello di limitarsi a semplici traduzioni letterali. Si è cercato, pertanto, di conservare quella patina di antico che è propria della poesia vernacolo, ricorrendo, ad esempio, ove possibile, ma senza forzature, all&#8217;uso della rima e ad un lessico che non rinuncia alla musicalità dei testi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;entusiasmo iniziale un po&#8217; timido ha gradualmente lasciato il posto ad un reale trasporto che mi ha accompagnato lungo questo percorso conclusosi felicemente nel dicembre 2008. Un&#8217;occasione per combinare la mia passione per le lingue straniere a quella per i dialetti e alla mia predilezione per i dialetti dell&#8217;Italia meridionale. Questo perché, se si è lavorato in presenza della traduzione italiana, è pur vero che, durante il lavoro di traduzione, era d&#8217;obbligo leggere, assaporare e interiorizzare continuamente l&#8217;originale in vernacolo, per poter restituire al testo d&#8217;arrivo, o almeno provare a farlo, la stessa ironia, la stessa coloritura, la stessa saggezza, la stessa piacevole sonorità.</p>
<p style="text-align: justify">Riferendosi all&#8217;appendice delle traduzioni, l&#8217;autore scrive: &#8220;Gli orizzonti dell&#8217;opera risultano in tal modo notevolmente ampliati, al di là di ogni steccato: perché la poesia è un dono da non tenere per sé ma da condividere con gli altri.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify">Per condividere questa esperienza, allora, un assaggio dalla raccolta:</p>
<table border="0" width="99%">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2">
<div><strong>?U guai è di cu? mori</strong></div>
<div>Marìtuma no? poti ?mu nci pensa<br />
ca jeu morivi: no? nci abbastanza ?u cori.<br />
Ma ?u tempu sana – dici ?na sintenza –<br />
e ?u guai, cridi a mia, è di cui mori.</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">
<div><strong>Wer tot ist, sitzt in der Falle</strong></div>
<div style="text-align: justify">Mein Mann ist erfüllt von Schmerz.<br />
Bei meinen Tod brach ihm das Herz.<br />
Die Zeit heilt jede Wunde, sagen alle.<br />
Doch sitz ich tiefer in der Falle.</div>
</td>
<td valign="top">
<div><strong>Troubles for the Dead</strong></div>
<div style="text-align: justify">My husband can’t stand the pain of my death,<br />
He is losing heart and can’t even breath.<br />
But time heals all woes – so it is said…<br />
Though in trouble is the one who&#8217;s dead.</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">
<div style="font-size: smaller"><strong>Il guaio è di chi muore</strong></div>
<div style="font-size: smaller;text-align: justify">Mio marito non può pensarci – che io sono morta: non gli regge il cuore. – Ma il tempo guarisce – dice una sentenza &#8211; - e il guaio, credi a me, è di chi muore.</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">
<div><strong>Primu Amuri</strong></div>
<div>No’ parravi tu a palori,<br />
ma cu du’ occhj tradituri,<br />
chi i varcuni su’ du cori<br />
quandu parranu d’amuri.<br />
Occhj nighiri, &#8216;i villutu,<br />
chi scavavanu nto fundu:<br />
jeu restavi nzallunutu,<br />
no’ parivi tu &#8216;i &#8216;stu mundu.<br />
E chii labbra ancora agresti<br />
chi mi ficiru provari<br />
quandu &#8216;u primu vasu desti!<br />
Labbra e occhj &#8216;ncantaturi…<br />
no’ ssi ponnu mai scordari,<br />
no’ ssi scorda &#8216;u primu amuri…</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">
<div><strong>Erste Liebe</strong></div>
<div>Du sprachst nicht mit Worten,<br />
sondern mit deinen Augen, die dich verrieten.<br />
Sie sind die Fenster zum Herzen,<br />
wenn sie von Liebe erfüllt sind.<br />
Tiefschwarze Samtaugen,<br />
die mich unentwegt ins Staunen versetzten,<br />
als würden sie einem Engel gehören.<br />
Und deine herben Lippen<br />
machten mich verrückt,<br />
als ich deinen ersten Kuss spürte!<br />
Bezaubernde Lippen und Augen…<br />
Immer werde ich mich daran erinnern.<br />
Nie vergisst man die erste Liebe…</div>
</td>
<td valign="top">
<div><strong>First Love</strong></div>
<div>You used not to speak with words,<br />
But through two treacherous eyes,<br />
Which are the windows of the heart<br />
When they speak of love.<br />
Deep black velvet eyes,<br />
They used to stun me all the time,<br />
Since they looked like angel eyes.<br />
How I felt by your first kiss<br />
From these unripe lips I miss!<br />
Your charming lips and eyes…<br />
Which nobody can forget,<br />
I’ll remember them forever…<br />
Unforgettable first love.</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">
<div style="font-size: smaller"><strong>Primo amore</strong></div>
<div style="font-size: smaller;text-align: justify">Non parlavi tu a parole, &#8211; ma con due occhi traditori, &#8211; che i balconi sono del cuore, &#8211; quando parlano d’amore. – Occhi neri, di velluto, &#8211; che scavavano nel fondo: &#8211; io rimasi stordito, &#8211; non sembravi tu di questo mondo. – E quelle labbra ancora acerbe, &#8211; che mi fecero provare – quando mi desti il primo bacio! – Labbra e occhi incantatori… &#8211; Non si possono mai scordare, &#8211; non si scorda il primo amore.</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div><strong>Magarìa</strong></div>
<div>Amuri… prima a tia t’alliccunìa<br />
e poi ti dassa cu ?nu pugnu ?i muschi!<br />
Amuri… cchjù tu duni e menu abbuschi.<br />
Amaru cu cci cridi ? magaria!</div>
</td>
<td valign="top">
<div><strong>Magic</strong></div>
<div style="text-align: justify">Love flatters you at first<br />
Then you’re left empty-handed!<br />
You give much love and get the worst…<br />
Wait for magic and you are stranded!</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">
<div style="font-size: smaller"><strong>Magia</strong></div>
<div style="font-size: smaller;text-align: justify">L’amore…prima ti lusinga &#8211; e poi ti lascia con un pugno di mosche! &#8211; L’amore: più tu dai e meno ricevi. &#8211; Infelice chi crede al sortilegio!</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">
<div><strong>Pagghja nto fumèri</strong></div>
<div>Annicei mei passati a cazzicani,<br />
jettàti comu acqua di varvèri!<br />
Sulu ?u vi penzu, jeu mi mangiu i mani,<br />
mi sentu comu pagghja nto fumèri!</div>
</td>
<td valign="top">
<div><strong>Stroh im Misthaufen</strong></div>
<div style="text-align: justify">Weggeworfen habe ich meine besten Zeiten.<br />
Vergeudet mit allerlei Albernheiten.<br />
Ich könnte mir die Haare raufen.<br />
Ich fühle mich wie Stroh im Misthaufen.</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">
<div style="font-size: smaller"><strong>Paglia nel letame</strong></div>
<div style="font-size: smaller;text-align: justify">Annetti miei passati alla carlona, &#8211; gettati via come acqua di barbiere! – Al solo pensiero mi mangio le mani, &#8211; mi sento come paglia nel letame!</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Conteggio a cartella</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 12:53:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[I miei clienti spesso restano un po&#8217; perplessi quando sentono parlare per la prima volta di conteggio a cartella. Si tratta tuttavia di un modo di conteggiare il materiale da tradurre non solo piuttosto diffuso ma anche semplicemente pratico e per i clienti &#8211; a mio avviso &#8211; anche conveniente. Una cartella commerciale consta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I miei clienti spesso restano un po&#8217; perplessi quando sentono parlare per la prima volta di conteggio <strong>a cartella</strong>. Si tratta tuttavia di un modo di conteggiare il materiale da tradurre non solo piuttosto diffuso ma anche semplicemente pratico e per i clienti &#8211; a mio avviso &#8211; anche conveniente.</p>
<p style="text-align: justify;">Una <strong>cartella commerciale</strong> consta di 1500 battute. Ad ogni battuta corrisponde un carattere (spazi inclusi). Per eseguire un conteggio di prova con il proprio documento, si può procedere utilizzando una delle molteplici funzioni del programma Word. A partire dal file Word, Strumenti &gt; Conteggio parole &#8230; : con un semplice passaggio è possibile visualizzare il numero di righe, parole e caratteri. Dividendo infine il numero dei caratteri per 1500 si ottiene il numero delle cartelle.</p>
<p style="text-align: justify;">I siti web di alcune agenzie che si basano sul calcolo a parola per valutare il prezzo dei propri servizi di traduzione riportano tariffe che per lo più oscillano tra 0,10 € e 0,22 € a parola (a seconda del grado di difficoltà). Il prezzo a <strong>cartella</strong> &#8211; sempre in base al grado di difficoltà &#8211; in genere varia da 15,00 € a 30,00 €. Analizzando un normale testo si può stabilire un rapporto parole/caratteri di 1:7.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il vostro testo ad esempio riporta 1000 parole, lo stesso corrisponderà molto probabilmente a 7000 caratteri, ovvero 5 cartelle. Per volumi più importanti il conteggio a <strong>cartella</strong>, nella maggior parte dei casi, si rivela per il cliente sicuramente più interessante.</p>
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